Referente CSIRT: cosa cambia nel 2026 e come gestire il ruolo

Per tutti i soggetti NIS2 inseriti nell'elenco nel 2025, la designazione del Referente CSIRT si è conclusa lo scorso 31 dicembre. Nel 2026 l'attenzione si è spostata sulla piena operatività della funzione nel processo di gestione degli incidenti. Nel frattempo, il quadro definito da ACN si è consolidato. Per i soggetti entrati nel perimetro nel 2026, la designazione dovrà essere completata entro il 31 dicembre 2026, mentre l'obbligo di notifica decorrerà dal 1° gennaio 2027.

Il nuovo contesto introdotto dalla Direttiva NIS2

Con l’attuazione della Direttiva NIS2, la gestione degli incidenti cyber richiede un’organizzazione strutturata, nella quale il Referente CSIRT costituisce l’interlocutore operativo per la gestione delle notifiche.

Nel corso del 2026 ACN ha consolidato il quadro operativo attraverso nuove indicazioni dedicate alla gestione degli incidenti, inserendo il Referente CSIRT all’interno dell’organizzazione per la sicurezza informatica del soggetto NIS.

Il ruolo assume un peso concreto nel momento in cui un evento viene rilevato e deve essere valutato, perché la gestione della notifica dipende dalla capacità del Referente di accedere rapidamente alle informazioni prodotte durante l’analisi dell’incidente.

Referente CSIRT e Punto di contatto NIS2: due funzioni distinte

Il Referente CSIRT è la persona designata per interloquire con CSIRT Italia e gestire le notifiche previste. Il Punto di contatto, invece, gestisce i rapporti più ampi con ACN nell’ambito degli adempimenti NIS2.

Nelle organizzazioni più piccole, i due ruoli possono coincidere nella stessa persona, se sono rispettati i requisiti previsti per il Punto di contatto. La distinzione resta utile per definire chiaramente la gestione delle informazioni durante un incidente e il rapporto con CSIRT Italia.

Gli organi di amministrazione mantengono inoltre la responsabilità prevista dalla normativa NIS e devono ricevere informazioni adeguate sugli incidenti rilevanti.

Competenze richieste: tecnica, governance e prontezza operativa

Il Referente CSIRT deve combinare competenze tecniche avanzate con una profonda consapevolezza organizzativa.

È richiesta esperienza in incident response, digital forensics, threat intelligence e gestione SOC, insieme alla conoscenza degli standard internazionali come:

  • ISO/IEC 27035 per la gestione degli incidenti
  • NIST SP 800-61r2 per il ciclo di risposta
  • ISO/IEC 27001:2022 per la governance
  • MITRE ATT&CK e D3FEND per la classificazione dei comportamenti avversi

Gestione degli incidenti secondo NIS2: una timeline precisa

La NIS2 stabilisce una procedura a tre fasi per la notifica degli incidenti significativi:

  • Entro 24 ore – invio dell’early warning al CSIRT nazionale con le prime informazioni sull’impatto.
  • Entro 72 ore – trasmissione della notifica completa dell’incidente con dettagli tecnici e operativi.
  • Entro un mese – invio del rapporto finale con analisi delle cause, impatti reali e misure correttive.

Il Referente CSIRT è il regista di questo processo: riceve e classifica l’evento, coordina le squadre tecniche, comunica con il CISO, il DPO e il management, e supervisiona le azioni di contenimento.

Opera in sinergia con il SOC, interno o esterno, e con piattaforme di telemetria e correlazione (SIEM, SOAR, MISP), assicurando la coerenza informativa lungo tutta la catena decisionale.

Collocazione organizzativa e modelli di governance

La collocazione del Referente CSIRT dipende dalla struttura dell’organizzazione e dal modello di gestione della sicurezza. Il ruolo può essere affidato a una risorsa interna o a un soggetto esterno, purché conosca il contesto aziendale e possa accedere alle informazioni necessarie durante un incidente.

È fondamentale definire come il Referente viene coinvolto nell’incident management: quando attivarlo e come ricevere le informazioni, così da gestire la notifica mentre le attività tecniche sono ancora in corso.

Questo raccordo è ancora più importante quando la sicurezza è gestita in parte da soggetti esterni, perché eventuali ritardi nel trasferimento delle informazioni possono influire sui tempi di notifica.

Il Referente CSIRT nel modello operativo NIS2

Nel 2026 il ruolo del Referente CSIRT è entrato in una fase diversa rispetto al primo periodo di applicazione della NIS2, perché per molte organizzazioni la designazione è ormai conclusa e l’attenzione si concentra sul funzionamento effettivo della funzione durante un incidente.

La capacità del Referente di rispettare le tempistiche previste dipende dal collegamento con le strutture che stanno gestendo l’evento e dalla possibilità di accedere alle informazioni mentre l’analisi tecnica è ancora in corso.

Per le organizzazioni che hanno già completato la designazione, il tema del 2026 riguarda quindi l’effettiva integrazione del Referente CSIRT nell’incident management aziendale.

La qualità di questa integrazione incide direttamente sulla capacità di mantenere una comunicazione tempestiva con CSIRT Italia mentre l’organizzazione sta ancora comprendendo la portata dell’evento.

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